Alice Voglino è un’artista italiana che concentra la sua ricerca sull’identità con l’intento di approfondire il significato esistenziale della condizione umana, indagata mettendo in gioco la sua particolare sensibilità. L’uso personale del colore rende unici i suoi lavori.

Vive e lavora a Verona.

Per visitare il suo atelier e prenotare uno studio visit, scrivi a info@alicevoglino.com

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Alice Voglino, IO-Autoritratto, tecnica mista su carta, cm 100×70, 2015

Statement

Alice Voglino concentra la sua ricerca sulla percezione della realtà con particolare attenzione all’identità e alla dimensione esistenziale.  Il suo lavoro trova profonda matrice nella personale sensibilità che trascende la comune percezione e nel coinvolgimento dell’intero suo essere nei fatti della vita. 

Chi siamo, come siamo percepiti da chi ci sta intorno, come ci poniamo in relazione a quanto succede fuori e dentro di noi, qual è l’intenzione del nostro agire… sono le speculazioni della sua ricerca artistica che si concretizza nella realizzazione di opere pittoriche, scultoree e assemblaggi.

Alice Voglino, monografia Non c'è confine (2024)

Copertina monografia Non c’è confine – Vanillaedizioni

Biografia

Alice Voglino (1995) vive e lavora a Verona. Dopo la maturità artistica, consegue il  Diploma Accademico di I livello alla Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Verona (2018) con una tesi su energia e emozione del colore.  Dal 2019 approfondisce l’uso della pittura acrilica con il maestro Andrea Facco presso l’Accademia Cignaroli e Scuola Brenzoni di pittura e scultura di Verona. Nel 2019 apre il suo studio atelier a Verona.

Si avvicinata al colore da bambina e presto dipingere diventa il suo personale linguaggio, efficace alternativa alle parole che a fatica esprime.

Nel 2024 è finalista ai concorsi d’arte Premio Arte 2024 (Cairo Editore), Exibart Prize N.5 e Arteam Cup 2024 e viene pubblicata la sua prima monografia, Non c’è confine, Vanillaedizioni (ISBN 978 88 6057 627 9).

Nel 2023 è finalista al VI premio internazionale GAeM – Giovani Artisti e Mosaico nella sezione materiali e tecniche non convenzionali, concorso indetto da MAR – Museo d’Arte Città di Ravenna in occasione dell’VIII Biennale di Mosaico Contemporaneo; nello stesso anno ottiene riconoscimento di merito al Premio Mestre di Pittura, Venezia.

Testi critici

Curiosa, coraggiosa e con il sogno di immergersi costantemente in un mondo di colori, Alice Voglino sviluppa la sua ricerca artistica seguendo il concreto gioco dell’astrattismo. Le unicità e le peculiarità delle persone che incontra sono alcune delle tracce che imprime nelle sue tele. Diventa piccola per poter vedere e studiare come si muove il mondo e grande quando deve raccontarlo nei suoi lavori, dove traccia degli input lasciando agli altri la possibilità di tradurli con tutta la propria immaginazione. Nelle sue opere entriamo in un mondo dell’immaginario del tutto individuale, personale, che nel guardarlo, entrandoci dentro, diventa universale. Dipinge con quella leggerezza che la aiuta ad analizzare e rappresentare le cose in profondità, seguendo un’armonia nella composizione con colori che evocano impressioni e suggestioni diverse. Corpo e mente agiscono contemporaneamente nella preparazione del suo lavoro, con dei segni che vanno liberi e veloci. Espressione materica eseguita con enfasi e movimenti decisi nel tratto che si esplicano in una composizione carica di energia e determinazione. L’atto creativo per Alice Voglino consiste nello scomporre ciò che vuole rappresentare in elementi essenziali, liberando tutto da contesti oggettivi e figurativi. La forma è sciolta da strutture costruttive, semplificando così la rappresentazione all’interno della quale scompare ogni riferimento al reale. Svincolata da convenzioni estetiche convoglia energia vitale e la riversa nella sua arte. Suggestioni che si innestano nei sentimenti e nelle emozioni, captate dall’artista con la sua specifica sensibilità e tradotte in materia e colore.
Serena Achilli, curatrice

La libertà espressiva di Alice Voglino è una vera e propria esperienza visiva travolgente. I colori vivaci e sciolti con cui realizza le sue opere creano delle complesse composizioni dove lo sguardo si perde e si ritrova in continuazione, attraverso rimandi cromatici che si rincorrono in ogni singolo dipinto. La forza comunicativa di queste opere astratte è attraente e allo stesso tempo misteriosa. Ogni quadro, per quanto autonomo, sembra necessitare un’interazione continua e intensa con il fruitore investendolo di una emozionalità tonale quasi totalizzante coinvolgendo fortemente ogni senso e non solo la vista. Ogni opera di Alice Voglino necessita, per poterne apprezzare le qualità più intimo e vere, di una predisposizione sensoriale ampia e partecipata.
Testo critico catalogo ARTE Nuova 2019 – Ed. Giorgio Mondadori

La pittura di Alice Voglino è una pittura che unisce la ragione al sentimento e che si riversa sulla tela spinta da un’incredibile urgenza creativa che trae forza dalla scelta di unire un colore materico e vivace ad immagini ideali ed istintive. Va a mio avviso assolutamente riconosciuta ad Alice Voglino quella straordinaria capacità di saper trasportare lo spettatore in un mondo altro, un mondo, secondo le parole e la volontà dell’artista, in cui forma e colore diventano la prima espressione delle “emozioni della vita”.
Camilla Compagni, curatrice

Nelle opere di Alice Voglino, i colori seguono come l’andamento dell’urgenza espressiva, in una specie di trama che tende a creare mappe in rilievo con una sorta di propensione materica e satellitare. Lo spettatore è legato a un territorio ed è invitato a decifrarne i codici cromatici, i rilievi e gli abissi. La topografia diventa fantasmagoria di spazi che, più che descrivere confini, traccia la ripetizione infinita di una porzione non-geometrica. Si ha l’impressione di avere in mano una bacchetta da rabdomante e di scoprire poco a poco delle polle d’acqua.
Elena Colombo, critico d’arte