Alice Voglino si distingue per le sue opere astratto-concettuali realizzate con un uso personale e caratteristico del colore che indagano il senso dell’esistenza. La sua ricerca artistica trae spunto da esperienze intime osservate con spiccata sensibilità e profondità tanto che le emozioni diventano parte del processo creativo. Principale esponente del movimento artistico Umanesimo Relazionale-Vibrazionale da lei promosso.

Vive e lavora a Verona.

Per visitare il suo atelier e prenotare uno studio visit, scrivi a info@alicevoglino.com

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Alice Voglino, IO-Autoritratto, tecnica mista su carta, cm 100×70, 2015

Artist Statement

Con la mia ricerca intendo approfondire tematiche esistenziali del tempo presente. 

Le esperienze biografiche di adozione e di diversità sono il motore che da sempre mi spingono a pormi domande sul significato dell’esistenza e sulla generatività delle relazioni umane in una contemporaneità polarizzata dal dualismo.

Il colore, per me veicolo di conoscenza e che utilizzo ricercando armonia e movimento, mi consente di entrare in contatto con la mia essenza, come in uno stato meditativo, rendendomi consapevole delle emozioni e delle istanze che sento più urgenti e che diventano, così, parte delle mie opere.

I miei lavori astratti policromatici – dipinti che in alcuni casi diventano sculture, assemblaggi realizzati principalmente con colori acrilici – tendono a avvicinare le persone alla comprensione più profonda del proprio Sé. Invitano a diventare consapevoli delle proprie emozioni per riconoscersi come esseri viventi. Sono concepiti con l’intento di fare percepire e sperimentare che siamo parte del Tutto, connessi in relazione con l’Universo nel qui e ora presente.

Alice Voglino, monografia Non c'è confine (2024)

Copertina monografia Non c’è confine – Vanillaedizioni

Biografia

Alice Voglino si distingue per le sue opere astratto-concettuali realizzate con un uso personale e caratteristico del colore che indagano il senso dell’esistenza e riflettono sul genere umano in relazione con L’Universo e sulla sua capacità di generare consapevole significato. Principale esponente del movimento artistico Umanesimo Relazionale-Vibrazionale da lei promosso, la sua ricerca trae spunto da esperienze intime osservate con spiccata sensibilità e profondità dove le emozioni diventano parte del processo creativo.

Nata nel 1995 in Ungheria, vive a Verona dove ha il suo Atelier. Incontra il colore da bambina e presto diventa il suo linguaggio. Dopo la maturità artistica, consegue il Diploma Accademico di I livello alla Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Verona (2018) con una tesi su energia e emozione del colore.

Nel 2025 è semifinalista al concorso Arteam Cup e finalista al VII premio premio internazionale GAeM – Giovani Artisti e Mosaico nella sezione materiali e tecniche non convenzionali, concorso indetto da MAR – Museo d’Arte Città di Ravenna in occasione dell’IX Biennale di Mosaico Contemporaneo.

Nel 2024 è finalista ai concorsi d’arte Premio Arte (Cairo Editore), Exibart Prize N.5 e Arteam Cup e viene pubblicata la sua prima monografia, Non c’è confine, Vanillaedizioni (ISBN 978 88 6057 627 9).

Nel 2023 è finalista al VI premio internazionale GAeM – Giovani Artisti e Mosaico nella sezione materiali e tecniche non convenzionali, concorso indetto da MAR – Museo d’Arte Città di Ravenna in occasione dell’VIII Biennale di Mosaico Contemporaneo; nello stesso anno ottiene riconoscimento di merito al Premio Mestre di Pittura, Venezia.

Umanesimo Relazionale-Vibrazionale | manifesto artistico

Alice Voglino

L’Umanesimo Relazionale-Vibrazionale è il movimento artistico concepito da Alice Voglino. Contestualizza una ricerca artistica che indaga il senso dell’esistenza attraverso la sintesi tra esperienza intima e connessione universale. 

UMANESIMO RELAZIONALE-VIBRAZIONALE, estetica della consapevolezza che utilizza la materia e il colore per rendere visibili i legami invisibili che ci rendono parte dell’Universo. Si fonda su tre pilastri: Umanesimo – Relazionale – Vibrazionale

Umanesimo: l’arte nasce da urgenze esistenziali per farsi strumento di auto-conoscenza. L’obiettivo è condurre lo spettatore a riconoscersi come “essere vivente”, trasformando l’esperienza personale in consapevolezza del Sé.

Relazionale: l’opera è un sistema dinamico di accoglienza. Si manifesta attraverso la policromia, l’unione di materiali eterogenei, scelti di volta in volta per progetto, che convivono in equilibrio. La struttura delle opere, a volte scomposta in parti, a volte formata da un insieme di opere singole, a volte fatta di solo colore, simboleggia l’interdipendenza umana: senza relazione regna l’indifferenza; nell’incontro nasce il significato.

Vibrazionale: il colore è inteso come veicolo di conoscenza e frequenza luminosa. Attraverso il movimento cromatico, l’opera emana un’energia che connette l’individuo al Tutto in un qui e ora presente.

 – Alice Voglino